Editoriale - L’inserimento al lavoro, un percorso di vita

Editoriale - L’inserimento al lavoro, un percorso di vita

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Un nuovo impegno della nostra Associazione “Una breccia nel muro” che viene da lontano. Quattro anni fa iniziammo il progetto ComunitABA, finanziato da Enel cuore onlus, per sviluppare e mantenere negli adolescenti e giovani nella condizione autistica le autonomie personali fra le quali l’igiene personale e la cura di sé; le autonomie domestiche come riordinare, pulire, usare elettrodomestici, cucinare; le autonomie personali nella comunità, quali usufruire dei servizi sul territorio, prendere i mezzi pubblici, usare il denaro e il telefono, leggere l’ora, comprendere le regole sociali, muoversi in sicurezza e, inoltre, per favorire l’impiego del tempo libero in attività socialmente accettabili e piacevoli, sia individuali sia di gruppo, come giochi interattivi da tavolo, scacchi, attività sportive, ascolto e pratica della musica, scuola di teatro, cura delle piante e degli animali domestici, bricolage, cinema, palestra, uscite di gruppo.

L’esperienza ci ha messo in relazione con molti adolescenti e giovani, un segmento molto trascurato dall’iniziativa pubblica e anche privata. Al termine, a metà del

2023, l’Associazione ha ritenuto che i tempi fossero maturi per iniziare una nuova avventura: avviare al lavoro giovani adulti con autismo da 19 a 32 anni di età.

Abbiamo lanciato il progetto AUT WORK, un’iniziativa sperimentale resa possibile dai contributi di Banca d’Italia, Sogin, attraverso il fondo destinato ai regali di Natale per i dipendenti e da questi lodevolmente indirizzati a iniziative sociali e Studio

Schiattarella e associati. Intraprendere un’attività lavorativa è l’inizio di una vita realmente autonoma. Per ciascuna persona viene strutturato un percorso lavorativo in forma di tirocinio orientato all’assunzione durante il quale è affiancata

e sostenuta con la gradualità necessaria da personale qualificato. Viene valutato il

suo profilo sensoriale per capire quali accorgimenti mettere in essere nell’ambiente

di lavoro. Viene svolto un training sulle abilità sociali per facilitare la relazione con gli altri. Un’azione formativa di carattere generale sulla sindrome dello spettro autistico viene svolta in favore del personale aziendale, più approfondita per gli operatori destinati a essere mentori delle persone in tirocinio. In accordo con l’azienda ricevente si lavora sulle competenze di base necessarie a svolgere la mansione individuata. Al termine, le persone, affiancate da un job coach e dal mentore aziendale, iniziano la loro attività per un numero ridotto di ore settimanali che aumenta via via con il trascorrere del tempo fino ad arrivare al tempo pieno. Contemporaneamente, diminuisce l’intensità dell’affiancamento. Il progetto è sostenuto da Confindustria e ha ricevuto il patrocinio dell’Unione industriali delle province del Lazio e dell’Unione industriali di

Napoli. Sono stati stabiliti collegamenti con i Gruppi Asperger di Lazio e Campania.

Nel corso del progetto abbiamo preso contatto con il Servizio inserimento lavoratori disabili, SILD, del Lazio, efficiente e fattivo. Abbiamo comunque incontrato e incontriamo difficoltà. Presso le imprese c’è spesso disinformazione e talvolta informazione distorta sull’autismo, quindi resistenza. Le persone nella condizione autistica possono essere invece una risorsa di grande interesse se comprese nelle loro potenzialità e valorizzate. Abbiamo cominciato a raccogliere i primi frutti: tre persone in Campania e altre quattro nel Lazio hanno svolto tirocini o stanno per iniziarli. Per alcune c’è la reale possibilità di  assunzione.

Andiamo avanti.

Alberto Zuliani

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