Aba, consulenza tecnica per il trattamento

Aba, consulenza tecnica per il trattamento

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Sarà una consulenza tecnica d’ufficio a stabilire qual è il trattamento migliore da garantire a un minore affetto da una forma di autismo. A stabilirlo è stato il Tar dell’Umbria con un’ordinanza adottata dopo il ricorso presentato dai genitori del ragazzino. La controversia ha riguardato il trattamento Aba (Applied behavioral analysis).

 

Questi ultimi in particolare hanno chiesto l’annullamento del silenzio-rigetto dell’Usl Umbria 1 in merito all’erogazione del trattamento Aba di 25 ore settimanali a domicilio e in altri contesti di vita per il minore. Terapie più volte prescritte dal Centro regionale autismo, dall’Usl e dal Centro di eccellenza dell’Ospedale di Fano.

Il caso In estrema sintesi, l’Aba è un metodo scientifico utilizzato per aiutare le persone con autismo a sviluppare abilità utili e a ridurre comportamenti che potrebbero essere problematici o interferire con la loro vita quotidiana. Un trattamento personalizzato il cui scopo principale è migliorare la qualità della vita della persona con autismo, aiutandola a diventare più indipendente e a interagire meglio con il mondo. L’Usl invece ritiene che sia sufficiente per le esigenze del minore il programma Teacch, un approccio educativo creato per aiutare le persone con autismo a sviluppare abilità utili nella vita quotidiana. Essenzialmente si basa  su una struttura visiva che rende l’ambiente più prevedibile e comprensibile. 

La consulenza Due approcci dunque diversi: il primo punta a cambiare il comportamento della persona, mentre con il secondo si cerca di adattare l’ambiente per aiutarla. La consulenza, affidata a una neuropsichiatra infantile del Policlinico Tor Vergata di Toma, dovrà dunque determinare qual è il trattamento più efficace per il bambino, l’intensità e la durata del trattamento Aba eventualmente necessario (comprese le ore di supervisione), e fornire le motivazioni del suo parere basandosi sulla letteratura scientifica e sulla migliore esperienza medica. La discussione nel merito è stata fissata dal Tar per l’8 luglio prossimo. 

I casi La complessa e delicata vicenda avviene in una regione – l’Umbria – dove secondo l’Istituto serafico di Assisi i casi di autismo sono in aumento. In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, celebrata ad aprile, l’Istituto ha segnalato un aumento dell’11 per cento dei casi di autismo diagnosticati tra il 2018 e il 2023. Dall’analisi delle valutazioni clinico-funzionali effettuate nell’ultimo quinquennio, è emerso che il 36 per cento dei bambini e ragazzi sottoposti a valutazione presso il Serafico presentava disturbi dello spettro autistico; una crescita che l’Istituto definitiva significativa. A maggio inoltre il Serafico ha inaugurato un nuovo centro di riabilitazione, in grado di prendersi cura anche delle persone autistiche.  

Daniele Bovi

Umbria24.it

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