La storia

Per alcuni dei soci fondatori l’incontro con il problema dell’autismo è nato all’interno della Fondazione Handicap: dopo di noi. Molti chiedevano che ci occupassimo delle persone con patologie psichiatriche e anche, specificamente, con sindrome dello spettro autistico. Nel secondo caso si trattava spesso di bambini. Si iniziò a dare qualche risposta e ben presto il trattamento dell’autismo divenne un impegno centrale. La letteratura scientifica e la pratica terapeutica erano concordi nel ritenere che l’intervento precoce e intensivo mediante metodologie cognitivo-comportamentali  (in particolare ABAApplied Behaviour Analysis) e il coinvolgimento delle famiglie fossero fattori di successo del trattamento. Ispirandosi a questi criteri, a febbraio del 2010, venne aperto un Centro a Roma, intitolato Una breccia nel muro, per bambini dai 2 ai 6 anni. Il sostegno scientifico dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e la disponibilità presso l’Opera don Calabria di un padiglione da poter utilizzare per l’attività terapeutica furono essenziali.

L’anno dopo, la Fondazione Handicap: dopo di noi fu trasformata dall’Amministrazione comunale romana, che ne era socio fondatore promotore, in Fondazione Roma solidale. Quest’ultima ritenne il progetto rivolto ai bambini autistici non strategico e si preparò a chiuderlo. I risultati che erano stati ottenuti, andati al di là delle migliori aspettative, e la pressante richiesta delle famiglie spinsero quanti erano stati attivi nel progetto a cercare una soluzione che consentisse di mantenerlo attivo. La soluzione fu trovata alla fine di ottobre del 2011 attraverso la costituzione da parte di nove soci fondatori dell’Associazione di volontariato Una breccia nel muro (scarica l’Atto costitutivo e lo Statuto). L’Associazione subentrò alla Fondazione nella conduzione del progetto.

L’esigenza delle famiglie divenne via via più pressante e di lì a poco, il 2 aprile 2012, giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo delle Nazioni unite, venne aperto un secondo Centro, attiguo al primo, per bambini dai 7 ai 14 anni. Successivamente, i due Centri furono riuniti per il trattamento dei bambini fra i 18 mesi e i 12 anni e la struttura risultante fu denominata Facciamo breccia.

Nel frattempo l’attività si è estesa in diverse direzioni: l’Associazione è attiva nella formazione sia attraverso propri corsi sia  partecipando a master universitari con docenza e supervisione di stagisti e tirocinanti. Sono diventate rilevanti l’attività di ricerca e la partecipazione attiva a convegni nazionali e internazionali sull’autismo. Gli articoli (ho attaccato l’elenco a RICERCA nella home page) prodotti dall’Associazione sono stati ospitati in  prestigiose riviste del settore.

Nel 2013 è stato inaugurato un secondo Centro Facciamo breccia a Salerno in base all’accordo siglato con il Comune e con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Alla fine di dicembre 2015 l’Associazione ha ridotto l’attività terapeutica prestata direttamente che viene ora svolta prevalentemente dalla Cooperativa sociale Una breccia nel muro – Servizi (www.brecciaservizi.it). Fino a quel momento l’Associazione ha fatto da apripista; ha effettivamente aperto una breccia, trattando i bambini dei quali si è preso cura e sostenendo le loro famiglie; ha svolto un importante ruolo di supplenza che le viene riconosciuto. Il passo si è reso necessario poiché, in assenza di flussi costanti di finanziamento, non si sarebbe stati più in grado di offrire trattamenti gratuiti o semi-gratuiti, come si sarebbe voluto. La cooperativa risulta più idonea, sotto il profilo giuridico, a competere con altre realtà analoghe.

L’Associazione continuerà a operare in solidarietà in favore delle persone, e in particolare dei bambini fra i 18 mesi e i 12 anni, affetti da sindrome dello spettro autistico, lungo linee coerenti con la sua configurazione istituzionale. Continuerà a sostenere la terapia dei bambini di famiglie in difficoltà. Continuerà a svolgere progetti di avanguardia per il trattamento dell’autismo; collaborerà a progetti di altre associazioni con le quali sussista una coerenza di scopo; svolgerà attività di ricerca e di formazione; costruirà e renderà disponibile per le famiglie un’informazione di servizio sull’autismo riguardante l’offerta di presidi diagnostici affidabili, di centri di trattamento che operino secondo modalità evidence-based e di strutture alberghiere, sportive e luoghi di intrattenimento “ricettivi”; alimenterà forum dove possano convergere le valutazioni di persone autistiche, famiglie, operatori, ricercatori.

Si adopererà per fare rete a cominciare dalle strutture che l’hanno affiancata in questi anni: L’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, l’Università Federico II di Napoli, l’Università di Salerno, l’Associazione di volontariato Qui x voi, l’Associazione di volontariato Io sono speciale di Campobasso e, ovviamente, la Cooperativa sociale Una breccia nel muro – Servizi.

L’Associazione è iscritta al Registro delle associazioni di volontariato della Regione Lazio; è onlus di diritto; ha personalità giuridica.