Come capire i sintomi

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L’autismo è un insieme di disturbi con caratteristiche eterogenee e alquanto variabili da bambino a bambino. Di seguito sono presentate alcune indicazioni che possono aiutare a capire se ci possa essere un problema nello sviluppo del bambino che potrebbe fare riferimento al disturbo autistico. In ogni caso, per effettuare una diagnosi accurata, c’è bisogno di una visita specialistica che si avvalga di strumenti clinici standardizzati a livello internazionale.
Alcuni degli indicatori sono collegati molto frequentemente all’insorgenza della problematica autistica (indicatori primari); altri si possono presentare insieme (in comorbidità) con il disturbo, ma possono anche essere assenti o non significativamente problematici nel quadro di sviluppo del bambino (indicatori secondari).

Indicatori primari:
• Mancanza di interesse ed evidente difficoltà a stare insieme con altri bambini
• Contatto oculare scarso o assente (non è vero che il bambino autistico non guarda mai negli occhi le altre persone, ma lo fa in maniera non modulata e comunicativa)
• Preferenza a rimanere solo, isolato
• Pianto improvviso, intenso e troppo lungo
• Utilizzazione di oggetti in modo ripetitivo e ossessivo in maniera non finalizzata
• Ristrettezza nella scelta di giochi da utilizzare
• Scarsa creatività nel gioco e mancanza di sviluppo del gioco simbolico
• Insistenza sulla costanza (sameness), resistenza al cambiamento
• Gioco bizzarro mantenuto nel tempo e mancanza di gioco funzionale
• Mancanza di reciprocità nella condivisione delle emozioni
• Mancanza di gestualità (indicare, mostrare, salutare)
• Qualunque perdita di qualsiasi abilità linguistica o sociale ad ogni età.

Indicatori secondari:
• Manifestazioni di riso inappropriate
• Apparente insensibilità al dolore
• Evidente eccesso o estrema scarsità di attività fisica
• Mancanza di reale paura dei pericoli
• Mancanza di lallazione (il balbettio del bambino che impara a parlare) entro i 12 mesi
• Nessuna parola entro i 16 mesi
• Mancanza di risposta a istruzioni semplici (vieni qui, dammi la palla, siediti etc.)
• Episodi di ansia-collera (capricci) senza apparente motivo
• Ecolalia (ripetizione di parole o frasi in maniera a-contestuale, cioè non collegata alla situazione, in luogo di linguaggio usato in maniera funzionale)
• Abilità grosso e fine-motorie incongrue (per esempio: non giocare a palla ma essere particolarmente abile nelle costruzioni)
• Scarsa tolleranza alla frustrazione
• Disturbi del sonno
• Anomalie sensoriali
• Selettività alimentare.

In occasione di eventi o di incontri presso le scuole diffondiamo un volantino che illustra alcuni segnali che possono spingere le famiglie ad approfondire.