Se a Rieti prima esisteva il Cammino di Francesco, da un anno e mezzo a questa parte c’è anche il Cammino CON Francesco: un percorso specificatamente pensato per le persone con bisogni speciali, allo scopo di rendere accessibile ai diversamente abili la Valle Santa e i luoghi attraversati dal santo patrono d’Italia, San Francesco.

A ideare il Cammino CON Francesco è stato Nunzio Virgilio Paolucci, presidente della Cooperativa Loco Motiva di Rieti, una onlus che si occupa prevalentemente di autismo e che gestisce il Centro Sant’Eusanio, ubicato nel quartiere Porta d’Arce, in una ex canonica a ridosso della Chiesa di Sant’Eusanio. Paolucci è per sua stessa ammissione una persona cui vengono «in mente tante idee». «Mi sono appassionato, informato e reso conto che il Cammino con Francesco, per tutta la via Francigena ma soprattutto per la zona di Rieti, è veramente molto particolare», afferma.

IL CAMMINO E L’AGENZIA. Il Cammino CON Francesco, racconta Paolucci, «nasce da un gioco di parole: a Rieti esiste il “Cammino di Francesco”, che sono 70 km percorribili a piedi nella Valle Santa e che prevedono alcune tappe, con la visita a quattro santuari: Poggio Bustone, Greccio, la Foresta e Fonte Colombo». Quindi, spiega, «abbiamo pensato di rendere accessibile questa importante risorsa culturale che è a Rieti, attraverso una serie di servizi. Si chiama Cammino CON Francesco perché per le persone disabili o con bisogni speciali, non è possibile fare nulla se non “con” l’aiuto di qualcuno, in questo caso Francesco».

L’agenzia di servizi Cammino CON Francesco fornisce una serie di ausili.

«Nei 17 anni in cui Francesco è stato a Rieti», continua Paolucci, ha probabilmente scritto e fatto le cose più importanti della sua vita. Ho pensato che andasse valorizzato questo patrimonio che abbiamo: San Francesco è patrono d’Italia. Poi si sono verificate tutta una serie di circostanze, come il fatto che c’è anche il papa che si chiama Francesco», spiega ancora Paolucci. Il Cammino CON Francesco, non è un semplice progetto ma una vera e propria “agenzia di servizi”, come ci tiene a sottolineare.

Il Cammino CON Francesco è un’escursione accessibile alla Valle Santa per pellegrini e turisti con bisogni speciali anche in presenza di gravi limitazioni dell’autonomia e della motricità, si propone quale integrazione dell’esistente Cammino di Francesco, ideato e realizzato al fine di valorizzare e promuovere i sentieri ed i luoghi dove il Santo Patrono d’Italia ha compiuto gesti fondamentali della sua vita e della sua spiritualità: il primo Presepio della Cristianità, la Regola definitiva dell’Ordine e il Cantico delle Creature.

L’agenzia è stata creata un anno e mezzo fa, quando Loco Motiva ha vinto un bando della Regione Lazio. «Pochi soldini», spiega Paolucci, «che tuttavia hanno permesso di fornire ai diversamente abili una serie di materiali utili per avvicinarsi il più possibile ai siti storici e avere tutte le informazioni del caso».  «Adesso esiste un Ufficio turistico, che dà una serie di informazioni sulla fruibilità dei vari siti, c’è lo sportello che in qualche modo, con il sito, permette di fare prenotazioni e chiedere di cosa si ha bisogno, oltre a tutta una serie di ausili fisici e sensoriali».

LE DIFFICOLTÀ. Il Cammino CON Francesco nasce con le migliori intenzioni, ma ha incontrato alcune difficoltà. L’obiettivo di rendere accessibile la Valle Santa ai diversamente abili è infatti ostacolato dalla mancata cura del territorio e del percorso. «Accompagniamo le persone, ma fin dove è possibile arrivare con la macchina o in maniera pedonabile», spiega Paolucci. «Il percorso è lungo 80km, sono stradine di montagna, è chiaro che sarebbe complicato fare tutto il percorso. Poi se non si fa niente per tenere pulito, diventa davvero impossibile».

Aspetto questo che non ha permesso a molti di percorrere il Cammino CON Francesco. In un anno hanno partecipato appena 20 persone e a complicare tutto si ci è messo pure il terremoto. «Il sisma da una parte ha reso il nostro lavoro più difficile e dall’altra lo ha raddoppiato. Le richieste di aiuto si sono moltiplicate e si è moltiplicata la fragilità».

LA CREATIVITÀ. Loco Motiva non si è occupata solo di fornire aiuto materiale alle popolazioni vittime del terremoto. A parte il Cammino CON Francesco, Paolucci racconta tante altre iniziative  organizzate negli ultimi tempi. Iniziative di cui va fiero, come inFLORA, che nasce per rendere più bello il quartiere dov’è ubicata la cooperativa.

FLORA è una galleria nata con lo scopo di rendere più bello il quartiere Porta d’Arce di Rieti

«Il progetto inFLORA realizza una galleria d’arte all’aperto ed è permanente e internazionale.  In tutto il quartiere di Porta d’Arce al momento sono state esposte 56 opere, realizzate da persone con disabilità e stampate su speciali pannelli giganti», racconta Paolucci. «Queste opere hanno argomento floreale. Questo progetto ha avuto un grande successo: le opere sono state esposte in alcune gallerie della Germania e della Francia. Penso che, per una persona disabile, sia una grande soddisfazione sapere che le proprie opere vengano visionate e apprezzate anche all’estero, oltre che essere permanentemente presenti qui», aggiunge.

Tra le iniziative c’è stata poi l’installazione collettiva d’arte Riflesso, progettata da ragazzi diversamente abili che frequentano il Centro Sant’Eusanio, sempre sul tema del sisma. «Loro hanno visto il sisma nella loro drammaticità e hanno realizzato l’opera con dei materiali di riciclo. Questa interpretazione del sisma, vista con occhi imprevedibili ed emozionanti dell’autismo, è stata assemblata e poggiata su un specchio a forma di croce, che è al centro della navata della chiesa. L’allestimento provoca intense suggestioni e riflessioni: invito a venire a visitarla, perché apriamo spesso», spiega Paolucci.

LE EMOZIONI. Tante iniziative insomma, oltre al Cammino CON Francesco, per il quale il presidente di Loco Motiva si dichiara comunque fiducioso che abbia un maggiore successo in futuro, sperando che le istituzioni decidano di investire nella valorizzazione del territorio e nella praticabilità del percorso.

Anche perché, quella del Cammino CON Francesco, è un’iniziativa che ha emozionato molto i ragazzi che finora vi hanno partecipato.

«Qualcuno di loro era già stato e non aveva mai potuto vedere gli interni dei santuari. Averli potuti, anche virtualmente, visitare è stato molto importante», dice Paolucci. «Tutte le visite sono state sempre molto suggestive, perché per una patologia o per un’altra, nessuna di queste persone che ha fatto questo percorso ha avuto modo di vedere e di sapere cosa c’è nei santuari, cosa significa il Cammino di Francesco, cosa il santo ha fatto nella Valle Santa. Averlo potuto capire o percepire, anche se attraverso altre modalità, è stato per loro davvero molto emozionante».

 

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