Dopo il Tribunale di Teramo, anche quello di Chieti accoglie un ricorso finalizzato a far ottenere trattamenti terapeutici immediati, e a carico della Asl, ad un minore con autismo. Lo rende noto l’associazione Autismo Abruzzo Onlus. É il caso di Angelica, una bimba di 8 anni. “E ora nessuna lista di attesa”

I genitori di Angelica, nel ricorso contro la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, avevano esposto di avere ottenuto l’autorizzazione al trattamento riabilitativo in regime semiresidenziale e di non beneficiare, tuttavia, di alcun trattamento terapeutico.

“Nessuna lista di attesa quindi per Angelica – conclude l’associazione Autismo Abruzzo Onlus -, il diritto alle cure è un diritto esigibile e deve essere garantito tempestivamente alle persone con autismo.

La Regione e la rete dei servizi territoriali ora avranno una motivazione in più per assicurare alle persone con autismo l’adeguamento dei servizi offerti, l’aggiornamento dei ‘setting assistenziali’ e un protocollo di ‘presa in carico’ semplice e comprensibile per le famiglie”. Lo scorso aprile, il Giudice Stefania Cannavale del tribunale di Teramo aveva accolto un ricorso presentato dalla stessa associazione Autismo Abruzzo Onlus dopo la mancata ‘presa in carico’ da parte della Asl di Teramo di Mattia, 10 anni, che da tre anni faceva attività riabilitativa a carico esclusivamente familiare. In quel caso la Asl aveva dovuto erogare, a totale suo carico, le attività riabilitative con metodo Aba prescritte dall’Unità di Valutazione Multidimensionale.

Nella sua ordinanza, il Tribunale di Chieti, in funzione di giudice del lavoro (Giudice Ilaria Prozzo) scrive: “La natura del diritto oggetto di tutela, di sicura rilevanza costituzionale, la fase di crescita in cui si trova la minore, la necessità di garantire alla stessa una piena integrazione nel contesto sociale ed il costo delle cure, rendono evidente la sussistenza nel caso di specie del requisito del periculum in mora. In conclusione, il ricorso va accolto e la ASL 2 di Lanciano-Vasto-Chieti va condannata, in via provvisoria e d’urgenza, a prendere in carico la minore e a praticare in suo favore tutte le terapie e gli interventi riconosciuti nelle linee guida nazionali per l’autismo, direttamente o tramite strutture specializzate residenziali/semiresidenziali pubbliche e private o attraverso la terapia domiciliare e, in ogni caso, a sostenere integralmente i costi per le suddette terapie”.

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