2 aprile, moltissime iniziative, diffuse sul territorio, anche nei piccoli centri, si sono sviluppate in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. Positivo per la presa di coscienza, per la consapevolezza. Ma i problemi rimangono, enormi. Come esempio, questa riflessione che ci viene da Arezzo.

A dieci anni dall’istituzione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo del 2 Aprile il cammino verso le pari opportunità per i cittadini con autismo è solo all’inizio.

In questa settimana abbiamo avuto modo di entrare in contatto con centinaia di persone, abbiamo proposto spettacoli, dibattiti, concerti, eventi sportivi, insomma abbiamo cercato di portare a conoscenza del mondo degli autistici più persone possibile.

Da tempo Autismo Arezzo si impegna nella difesa dei diritti delle persone con autismo e dopo anni di serrato confronto con le istituzioni e con l’azienda sanitaria sono stati fatti senza dubbio passi in avanti: 1) abbiamo la Linea guida n.21 dell’Istituto Superiore di Sanità (Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti), 2) abbiamo una legge per l’autismo, la 134/2105, 3) abbiamo i Lea, la Legge sul dopo di noi. Le istituzioni nazionali a livello legislativo hanno mosso in primi importanti passi.

Possiamo dire, però, che oggi per le persone con autismo il diritto ad una vera presa in carico e una vera integrazione sociale è stata raggiunta?

Assolutamente no, e questo è purtroppo vero anche ad Arezzo.

Molte delle nostre conquiste sono solo sulla carta, troppo lento e complesso il cambiamento che deve avvenire.

La strada per i nostri figli e familiari è ancora tutta in salita.

Abbiamo presentato alla città un progetto ambizioso: il Centro Autismo di Arezzo, ma la città stenta a capire le dimensioni del problema; abbiamo incontrato imprenditori ed aziende che ci hanno sostenuto, che credono nelle nostre visioni del futuro, ma ancora siamo lontani da quella consapevolezza diffusa che dovrebbe caratterizzare una moderna società; ancora troppe famiglie non riescono ad avere risposte dignitose di qualità per i loro figli dal sistema sanitario, sociale e civile.

Sono state giornate entusiasmanti che ci hanno fortemente motivato, ma che altresì ci pongono domande sempre più grandi sul livello di risposta che lo Stato e la società devono garantire ai nostri figli.

Il primo sentimento è senza dubbio quello del ringraziamento verso coloro che a vario titolo ci hanno sostenuto, hanno partecipato e si sono emozionati con noi. Grazie soprattutto alla Cooperativa Koinè ed al Jazz Club Arezzo, ad Unicredit, Fondazione Nicodemo Settembrini, Gimar srl, Acetifico l’Aretino, Morini srl, Uno informatica srl, Cromatatene, al Comune di Arezzo ed alla ASL Toscana Sud Est, ad Officine della Cultura, al Cavallino ASD, ai Vigili del Fuoco di Arezzo, a Navini Strumenti, Lodovichi Ricevimenti, Rete Teatrale Aretina e ai comuni che anche solo illuminando di blu i loro monumenti ci sono stati vicino.

Il grazie più grande va a Stanley Jordan, musicista straordinario e persona veramente sensibile, per noi questo è stato l’inizio di un’amicizia che speriamo porti frutti importanti in futuro.

Nel profondo, però, non possiamo nasconderci le difficoltà e la diffidenza che ancora circonda gli autistici, sentimenti che spesso si annidano anche nelle istituzioni e nelle associazioni.

Noi di Autismo Arezzo crediamo fortemente nella condivisione e nella collaborazione, ma non vogliamo cedere pezzi di diritti e dignità dei nostri figli per un risultato insoddisfacente.

Dobbiamo unire le forze, rafforzare le amicizie sincere e continuare per 365 giorni a portare alla ribalta i bisogni dei nostri figli, adolescenti e adulti, per far sì che tutti possano avere il diritto ad una vita serena e dignitosa. Dobbiamo superare la frammentazione delle azioni e delle risorse che danneggia prima di tutto le persone con autismo.

Come ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Dobbiamo mettere in campo risorse innovative che consentano di migliorare l’inclusione sociale delle persone autistiche, affinché nell’infanzia, nell’adolescenza o nell’età adulta non vengano dimenticate, nascoste o ignorate. Sono stati fatti progressi e le istituzioni sono ora più attente al tema dell’autismo e, tuttavia, per raggiungere nuovi traguardi di civiltà è necessario l’impegno di tutti».

Andrea Laurenzi, presidente Associazione Autismo Arezzo Onlus

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