“Una breccia nel muro”: siamo un’associazione di volontariato, quindi naturalmente attenti ai bisogni. Nei limiti delle nostre possibilità, cerchiamo di risolvere i problemi che ci vengono presentati o che noi stessi percepiamo nell’incontro con le famiglie che ci portano i loro bambini autistici.

Al centro della nostra attenzione ci sono ovviamente loro, i bimbi. Sono attoniti di fronte al mondo, rinchiusi in se stessi. Cerchiamo di scioglierli dai loro intrecci, di far acquisire le autonomie di base per vivere con gli altri. Nel trattamento includiamo sempre le famiglie, in modo da mantenere una generale coerenza intorno ai bambini. Le formiamo e addestriamo per questo. Quando è necessario le sosteniamo psicologicamente perché non è facile accettare una diagnosi così importante che può essere tamponata e, magari, fatta regredire, ma che accompagnerà i bambini e loro, le famiglie, per tutta la vita.

Spesso i genitori si ritraggono, perché un bambino autistico può creare problemi un po’ o molto più grandi rispetto ai coetanei: nel supermercato, al parco giochi, al ristorante. Alla fine rinunciare può sembrare la soluzione migliore. Ci ostiniamo a credere che non sia così, che non debba essere così.

Perciò, da più di un anno, cerchiamo di creare situazioni che portino le famiglie ad avere fiducia, come noi, nella possibilità che i loro bambini possano fare le stesse cose degli altri, insieme agli altri. La luce blu che si accende sui monumenti del mondo intero il 2 aprile ormai da qualche anno qualcosa ha portato. Purtroppo, non le terapie giuste per tutte le persone autistiche; non fondi sufficienti per soddisfare i molti bisogni, a casa, a scuola, nel mercato del lavoro. Però, ha suscitato consapevolezza nella popolazione. Oggi, gli altri hanno più comprensione, più disponibilità; se possono cercano di rendersi utili. Predispongono i figli a essere veri compagni di scuola per i nostri bambini.

Tutto è cominciato due anni fa dall’immaginazione di una mamma che, per festeggiare il compleanno della sua bambina Mia, una delle nostre bambine, aveva rivisitato la favola della Sirenetta, alla quale un sortilegio impediva di parlare. Per Mia era lo stesso: gli amichetti, i compagni dell’asilo erano chiamati a partecipare a un percorso di caccia al tesoro per farla uscire dall’incantesimo. Dal racconto di quel compleanno abbiamo imparato molto: per poter stare insieme agli altri, occorrono immaginazione e coraggio; bisogna impegnare molto più tempo degli altri. Ma in questo i nostri genitori sono allenati. Le cose diventano possibili. E ci siamo messi al lavoro.

La prima iniziativa è stata proprio fare un breve video sulla favola di Mia  L’abbiamo messo in rete con grande successo. Poi lo abbiamo offerto alle scuole il 2 aprile dell’anno scorso; lo stesso giorno lo abbiamo portato a Napoli, in Piazza del Plebiscito illuminata di blu (vedi sul sito “La storia di Mia alle scuole nella giornata per l’autismo” pubblicato il 2 aprile 2016; sta a pagina 5 delle notizie; il video si può scaricare).

In autunno abbiamo organizzato una giornata, tutti insieme, alla fattoria didattica Iacchelli, a Nemi, vicino a Roma. Hanno aderito molte famiglie. Ampi spazi e un gruppo di istruttori bravi e disponibili. I bambini sono entrati in contatto con gli animali; hanno preparato da mangiare; hanno familiarizzato con i cani da salvataggio del vicino allevamento. A fine giornata, con qualche fatica, i genitori li hanno convinti che era ora di tornare a casa  (vedi sul sito “Una giornata in fattoria” pubblicata il 29 giugno 2016; sta a pagina 4 delle notizie).

E perché non andare al cinema? In altre regioni c’erano state esperienze positive. I gestori della multisala Andromeda, vicino alla sede dell’Associazione a Roma, hanno accettato con entusiasmo di collaborare all’iniziativa e così, in occasione dell’uscita di un nuovo film di Peppa Pig, i nostri bambini, i loro fratellini e amichetti con i genitori si sono seduti di fronte al grande schermo; per molti bimbi era la prima volta che assistevano a una proiezione cinematografica. Gli operatori hanno lasciato un po’ di luce soffusa e mantenuto il volume del suono più basso (si sa, il buio e i rumori forti possono creare qualche difficoltà). Tutto è andato per il meglio. Siamo usciti con la consapevolezza che “si poteva fare” (vedi sul sito la testimonianza “Al cinema con Mia e Peppa Pig” pubblicata il 14 gennaio 2017; sta alla pagina 1 delle notizie). Alcuni bambini, in seguito, hanno chiesto ai genitori di andare di nuovo al cinema.

È stato quasi naturale ripetere l’esperienza, in occasione dell’uscita nelle sale del nuovo film dei Puffi; un  film più “difficile”, soprattutto per i più piccoli. Ma anche in questa occasione non sono mancati la partecipazione e l’interesse degli spettatori.

Il rugby non è uno sport molto diffuso nel nostro Paese. A Roma, da alcuni anni, c’è un’esperienza molto interessante. Un’associazione di genitori (L’emozione non ha voce), i dirigenti di una società sportiva (Primavera Rugby) hanno deciso di aprire ai ragazzi autistici la possibilità di avvicinarsi a questo sport, di allenarsi seguendone per quanto possibile le regole, di provare cosa può significare la crescita di un senso di squadra, offrendo a tutti l’opportunità, escludendo lo spirito selettivo che generalmente accompagna le attività sportive. Il progetto è diventato realtà con la collaborazione di un gruppo di ragazzi veramente eccezionali, alcuni della Primavera rugby, altri dell’associazione di volontariato Sorte. Avevamo qualche timore per la giovane età dei bambini di Breccia; abbiamo coinvolto i più grandicelli, fra i sei e i dieci anni e altri bambini autistici che hanno saputo della possibilità. Da alcuni mesi, tutti i sabati mattina, volontari e bambini si ritrovano per un allenamento in uno dei campi sportivi a fianco del centro Facciamo breccia, messo gratuitamente a disposizione dai gestori. Gli allenamenti si concludono con il “terzo tempo”: ci si ritrova tutti insieme (bambini, volontari e genitori) per socializzare, approfittando di dolci e bevande portate dalle famiglie, perché lo sport è anche un’occasione di stare assieme. Sull’iniziativa, c’è la testimonianza di un genitore in questo stesso numero della newsletter.

A fine febbraio di quest’anno tutti a Campo Felice. Era la prima volta in mezzo a tutto quel bianco per molti dei bambini. È anche nevicato un poco. Meglio: una sorpresa gradevole prendere in mano i fiocchi e sentirli sciogliere. Scendere lungo il pendio con lo slittino in compagnia degli amichetti è stato irresistibile. Anche su questa iniziativa si trova la testimonianza di un genitore in questo numero.

Per i prossimi mesi progettiamo una giornata al mare, con i cani da salvataggio (speriamo) che con le loro esibizioni in acqua faranno sicuramente divertire i bambini e un’altra giornata a contatto con la natura e gli animali.

Con gli altri, come gli altri. Noi crediamo che sia possibile. Ci lavoreremo ancora, per far crescere lungo questa linea i bambini, le famiglie e tutti quelli che, anche occasionalmente, ci staranno accanto.

Nereo Bortot, socio dell’Associazione di volontariato Una breccia nel muro