L’Associazione si è preso cura nel corso del tempo di circa 400  bambini dai 18 mesi ai 12 anni con diagnosi di disturbo dello spettro autistico certificata da un servizio di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.

Ha svolto trattamenti cognitivo-comportamentali secondo le metodologie previste dalla comunità scientifica e dalle Linee guida nazionali espresse nel 2011 dall’Istituto superiore di sanità e internazionali dettate nel 2013 dal National Institute for Health and Care Excellence. Ha operato in partenariato con l’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Dal 1° gennaio 2016 l’attività terapeutica onerosa è svolta principalmente dalla Cooperativa sociale Una breccia nel muro – Servizi (…).

Il modello di riferimento è l’ABA-VB (Applied Behavior Analysis e Verbal Behavior). L’intervento è centrato sul bambino, sulla stimolazione della sua iniziativa e sulla facilitazione del suo sviluppo sociale. Nei centri di Roma e di Salerno vi sono ambienti dedicati all’insegnamento strutturato e ambienti che riproducono contesti naturali, dedicati all’incidental learning. Per garantire la continuità e la qualità del percorso terapeutico sono previsti il coinvolgimento dei genitori, contatti con le scuole e la costante verifica delle strategie educative messe in atto. Gli elementi caratterizzanti sono:

tempestività: dopo la diagnosi il trattamento inizia il prima possibile poiché l’intervento precoce aumenta la possibilità di successo;

intensità: il trattamento è proporzionato alla gravità della diagnosi e viene svolto in rapporto di uno a uno fra bambino e terapista;

globalità: il trattamento riguarda tutte le aree di sviluppo del bambino e coinvolge tutte le figure che ruotano intorno a lui, terapisti dei centri dell’Associazione, famiglia, scuola ed eventuali altri servizi territoriali;

continuità: il trattamento dura un anno e prevede da due a cinque sessioni settimanali di due ore ciascuna e talvolta di quattro ore in relazione alla gravità; può essere iterato;

costruzione di progetti psicoeducativi individualizzati: i progetti sono concordati con la famiglia, personalizzati e svolti sotto supervisione costante;

accoglienza, informazione e inclusione della famiglia;

misurazione della qualità e dell’appropriatezza dell’intervento abilitativo-riabilitativo: il mantenimento e la generalizzazione delle abilità via via acquisite dal bambino sono registrate quotidianamente e seguite su una piattaforma informatica. I dati vengono utilizzati per migliorare il percorso educativo;

precedenza ai casi più gravi.

All’inizio del percorso annuale alle famiglie sono dedicati sei incontri di parent training per:

– informare sulle caratteristiche della sindrome dello spettro autistico (come si manifesta, come evolve, quali sono le indicazioni più recenti della ricerca scientifica) e sui trattamenti validati scientificamente;

– aumentare e migliorare le capacità di analisi e di gestione dei problemi comportamentali che il bambino può manifestare;

– informare sulle aree cognitive e comportamentali oggetto dell’intervento e far acquisire le strategie di base per garantire ai bambini stimoli educativi coerenti, adeguati ed efficaci;

– favorire lo sviluppo della capacità di osservazione delle caratteristiche dei bambini che aiutino a individuare un quadro equilibrato delle loro potenzialità e difficoltà e a formulare aspettative adeguate sul loro comportamento;

– favorire lo sviluppo di una rete di auto e mutuo aiuto fra le famiglie.