Guardo la foto di Papa Francesco, il suo sorriso dolce e solare mentre si avvicina ad un bambino bellissimo tra i tanti che sono andati con le loro famiglie in Aula Paolo VI il  22 novembre, in occasione della Conferenza internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari.. E spero che le sue parole forti arrivino a “Governi e Istituzioni” cui si rivolge, scuotano la lentezza, per non dire la sordità, con cui si sta procedendo nel dare una risposta concreta ai bisogni delle persone autistiche.

Ma spero anche che arrivino al cuore di Francesca.

Francesca è una mamma che ho conosciuto qualche tempo fa nel cortile di Breccia. Fumava nervosamente una sigaretta dietro l’altra mentre il piccolo Marco terminava la sua terapia. Non mi sembrava di averla mai incontrata.

“Sei qui da molto?’” le chiedo.

“No, sono alla seconda settimana” mi risponde brusca.

“Non ti trovi bene?” le domando allora.

“Scusami” si scioglie poi “non è che non mi trovi bene, anzi vorrei avervi trovato prima. Finalmente so che le terapie che sto facendo sono quelle giuste. E’ solo che sono arrabbiata”.

Provo ad alleggerire l’atmosfera e sorrido.

“Scommetto che è stato tuo marito! Che cosa ti ha fatto?” Ride anche lei. Ma poi in un attimo si rabbuia.

“In realtà sono arrabbiata con Dio! Sai, avere Marco è stato un percorso lungo, complicato, fatto soprattutto di preghiera. Non riuscivamo ad avere figli, e ogni giorno rivolgevo un piccolo sacrificio al cielo sicura che mi avrebbe ascoltato. Quando finalmente la notizia è arrivata, mi è sembrata la conferma che il mio era un rapporto speciale, che la fede davvero muove le montagne. Una gioia immensa. Ma perché regalarmela per poi portarmi qui?”

Resto molto turbata dalle sue parole, mi domando se questa donna sofferente preferirebbe non avere suo figlio. Ma lei sembra leggermi nel pensiero.

“Non fraintendermi” mi dice “Mattia è la cosa più bella della mia vita. Ma se Dio ci fosse pensi che avrebbe scelto per me questo cammino? Deve essere stato il caso, questa è la verità”.

Chissà se la scelta di Papa Francesco di fare quell’incontro nell’Aula Paolo VI, le sue parole così profonde non siano state un segno che Dio ha scelto per parlare al suo cuore. E mi interrogo sul rapporto tra le belle parole di Papa Francesco e lo stato d’animo lacerato di questa madre incontrata a Brecc